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Sono verticale

I Racconti della Domenica
30 giu
Tempo di lettura: 1 min

Sono verticale

Ma preferirei essere orizzontale. Non sono un albero con radici nella terra che succhia minerali e amore materno per brillare ogni marzo in foglie, né sono la bellezza di un’aiuola che attira la sua parte di ooh, spettacolarmente dipinta, ignara di dover presto sfiorire. Confronto a me, un albero è immortale e il capolino di un fiore non è alto, ma più sorprendente e io desidero la longevità dell’uno e l’audacia dell’altro.

Stanotte, nell’infinitesima luce delle stelle, gli alberi e i fiori spargono i loro freschi profumi. Cammino in mezzo a loro, ma nessuno se ne accorge. A volte penso che è quando dormo che somiglio loro più perfettamente – con i pensieri fiochi. È più naturale per me stare distesa. Allora il cielo e io siamo in una conversazione aperta, e sarò utile quando sarò distesa per sempre: forse allora per una volta gli alberi mi toccheranno, e i fiori avranno tempo per me.

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